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Consiglio comunale dell’ 11/12/2017

Consiglio comunale 31/07/2017

Non ci sono state comunicazioni del Sindaco e i verbali delle sedute precedenti sono stati approvati all’unanimità.

L’assestamento generale di bilancio con cui sono stati integrati alcuni capitoli di spesa ha visto l’astensione dei Gruppi di minoranza.

Anche il terzo punto, cioè la salvaguardia degli equilibri di bilancio è stato approvato con l’astensione dei gruppi di minoranza.

Il quarto punto ha riguardato l’approvazione dello schema di convenzione per l’esercizio associato di tutte le funzioni comunali con l’Unione Terra dei Castelli e il Comune di Polverigi.

Con questo atto, a decorrere dal 1° novembre 2017 tutte le funzioni comunali saranno in parte conferite all’Unione dei Comuni e in parte gestite dalla stessa.

All’Unione dei Comuni verrà anche trasferito tutto il personale dei due Comuni; un passo importante e decisivo per la vita delle nostre due comunità.

Questo punto ha visto il voto contrario del solo Movimento 5 Stelle che continua sterilmente a chiedere la fusione dei due Comuni, un percorso che non era in programma e che in ogni caso non sarebbe praticabile perché su questo punto non c’è accordo tra i due possibili contraenti.

Consiglio comunale del 30/06/2017

Il Sindaco ha comunicato l’avvenuta nomina del nuovo Assessore Sergio Salati che ha sostituito il dimissionario Paolo Belelli.

verbali delle sedute precedenti sono stati approvati all’unanimità.

Anche il regolamento per l’assegnazione di alloggi di edilizia convenzionata è stato approvato all’ unanimità dopo aver approvato un emendamento del Gruppo “Agugliano ci Unisce” che accorcia a 90 giorni il termine per la redazione della graduatoria.

L’approvazione definitiva della variante puntuale relativa alla riperimetrazione dell’area d’intervento del complesso agricolo D4 è stata approvata all'unanimità.

La mozione del Movimento 5 Stelle relativa alla fusione dei Comuni di Agugliano e Polverigi è stata invece respinta in quanto, in ogni caso, non sarebbe praticabile alla luce della contrarietà già espressa dal Comune di Polverigi.
Da segnalare il voto di astensione dei rappresentanti del Gruppo “Agugliano ci Unisce” che contraddice le precedenti dichiarazioni del capogruppo (legate più ad un opportunità politica che ad un reale mandato elettorale).

Di seguito riportiamo la dichiarazione di voto del nostro Capogruppo Giacomo Zacconi:

"Il nostro gruppo voterà NO su questa mozione del rappresentante del Movimento 5 Stelle per coerenza col programma elettorale presentato agli elettori che testualmente diceva:
“… riteniamo ancora prematuro parlare di fusione di Comuni. Consideriamo invece necessario credere, lavorare e impegnarsi per un maggiore e migliore funzionamento dell’Unione”.
Detto questo, riconosciamo che c’è bisogno di un cambio di passo ed un’accelerazione nel processo di Unione tra i Comuni di Agugliano e Polverigi.
In questi anni, infatti, sono stati fatti passi in avanti, ma non così incisi e significativi come ci si sarebbe aspettato e il processo di Unione non ha avuto quell’accelerazione che sarebbe stata auspicabile.
Un esempio per tutti: nonostante gli accordi per l’approvazione in tempi rapidi di un regolamento del Consiglio, ad oggi di esso non c’è ancora traccia. E questo non è un elemento di secondaria importanza in quanto questo regolamento disciplina la vita dell’Unione stessa.
Non possiamo perdere ulteriore tempo perché così l’Unione resterebbe una scatola vuota e fine a se stessa, senza alcun vantaggio per i cittadini.
Chiediamo quindi che tutto il processo sia portato a compimento nel più breve tempo possibile in modo tale di avere il tempo di sperimentare la sua bontà o mettere in luce eventuali criticità prima della chiusura di questo mandato amministrativo per poter valutare se il percorso intrapreso sia quello giusto o se invece si dovranno percorrere strade alternative".

Consiglio comunale del 27/04/2017

Tra le comunicazioni, nel fargli le condoglianze per la morte del padre, il Sindaco ha anticipato che l’Assessore Belelli si dimetterà a breve per motivi strettamente personali.
All’Assessore sono giunti gli apprezzamenti dei Capigruppo di minoranza per il suo operato.
 
Con l’astensione dei Consiglieri di minoranza è stato approvato il rendiconto per la gestione dell’esercizio finanziario 2016 che si chiuso con un avanzo di amministrazione di € 554.163,07.
 
Il regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia convenzionata è stato ritirato in quanto la 1^ Commissione consiliare ha chiesto degli approfondimenti.
 
E’ stata approvata all’unanimità la convenzione con la Confartigianato Imprese della provincia di Ancona e l’Associazione Gelato Festival Artigianale che disciplina i rapporti per lo svolgimento della relativa manifestazione.
 
Approvazione all’unanimità anche per la mozione presentata congiuntamente da tutti i Gruppi consiliari per chiedere il mantenimento del distaccamento dei Vigili del Fuoco presso l’aeroporto di Falconara Marittima. 

Atti vandalici al cimitero

Atti vandalici al cimitero; danni per migliaia di euro.

ALTRO CHE INCURIA!

Consiglio comunale del 21/02/2017

Le comunicazioni del Sindaco hanno riguardato la consegna a tutti i Consiglieri comunali del documento programmatico annuale della Società Agugliano Servizi e una comunicazione della Corte dei Conti che ha preso atto dell’adozione dei provvedimenti per correggere la contabilizzazione di alcune spese del bilancio che chiude così una procedura per presunta elusione del patto di stabilità dell’anno 2013.

Sempre tra le comunicazioni è stata resa nota la costituzione del Gruppo consiliare “A Sinistra per Agugliano” cui hanno aderito i Consiglieri Minardi e Zacconi e il Vice Sindaco Bassani. Il Capogruppo Zacconi ha letto il seguente comunicato:

Prendo la parola per comunicarvi brevemente che in data 18 febbraio è stata presentata la comunicazione di costituzione di un nuovo Gruppo consiliare che ha assunto la denominazione di “A Sinistra per Agugliano, la formazione politica locale che abbiamo continuato a rappresentare in questi anni; comunico altresì che a questo Gruppo hanno aderito il sottoscritto, il Consigliere Minardi e il Vice Sindaco Bassani.

Vorremmo chiarire fin da subito un punto centrale: noi rappresentiamo una forza fortemente organica a questa Amministrazione e continueremo ad esserlo nel rispetto del programma elettorale che abbiamo condiviso e sottoscritto.

Fino a che ci si muoverà su questo solco la maggioranza sarà unita come sempre, anzi, riteniamo che questa nostra decisione possa essere uno stimolo a fare anche di più e meglio di quanto sia stato fatto finora.

Concludo quindi, confermando la nostra fiducia verso il Sindaco Braconi e il nostro appoggio all'operato degli Assessori.”

Sono poi state una serie di delibere propedeutiche all’approvazione del bilancio di previsione e precisamente:

  • Il piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliari con cui è stato stabilito di alienare l’immobile degli ex ambulatori medici del Molino
  • Il piano finanziario del servizio di smaltimento rifiuti
  • Le tariffe per l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti (TARI)
  • L’applicazione del tributo TASI
  • La conferma delle aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF
  • Il piano delle consulenze e degli incarichi (consulenza legale e direttore periodico comunale)
  • L’aggiornamento del valore delle aree fabbricabili
  • La nota di aggiornamento al documento unico di programmazione (DUP)

Infine è stato approvato il bilancio di previsione 2017/2019.

Singolare è stata la votazione dei Gruppi consiliari di opposizione; infatti mentre coerentemente il rappresentante del Movimento 5 Stelle si è astenuto su tutti i punti, il Gruppo Agugliano ci Unisce ha invece votato a favore al Documento Unico di Programmazione (quello che in pratica ha sostituito la relazione previsionale e programmatica) ed ha votato contro al bilancio (cioè ai numeri che danno attuazione alla relazione).

Forse il Capogruppo di Agugliano ci Unisce invece di pensare ad uscire sui giornali per parlare di quello che fanno i Gruppi di maggioranza, sarebbe meglio si concentrasse su quello che fa il suo Gruppo.

Gli ultimi due punti hanno riguardato una piccola variante al P.R.G. relativa alla riperimetrazione dell’area di intervento del complesso agricolo D4 che ha visto l’individuazione di due comparti attuativi, votata all’unanimità, e la decadenza degli accordi pubblico-privati per la realizzazione delle opere di urbanizzazione Comuni nell’ambito IP5 che consentirà al Comune l’escussione delle polizze e la realizzazione di opere non più differibili. Questo punto ha visto la sola astensione del Gruppo Agugliano ci Unisce.

HA VINTO IL NO!

I cittadini di sono espressi. Il NO ha vinto senza se e senza ma.

La brutta riforma costituzionale è stata sonoramente bocciata.

Ad Agugliano ha votato il 74,68% degli aventi diritto e il NO ha vinto nettamente con il 55,82% delle preferenze anche grazie al nostro lavoro e a quello di tutte le forze che si sono opposte ad una riforma costituzionale profondamente sbagliata.

NOI VOTIAMO NO

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Siamo sindaci, amministratori e consiglieri di comuni, municipi, circoscrizioni, province e regioni. 

Il prossimo 4 dicembre voteremo NO al Referendum sul cambiamento della Costituzione.

Voteremo NO perché le modifiche previste riducono gli spazi della democrazia anche alle comunità locali e alle loro istituzioni e accentuano un centralismo dall’alto che impoverisce e mortifica il sistema delle autonomie: municipi, comuni, province, regioni.

I cittadini – e le loro istituzioni locali – vengono privati della possibilità di partecipare alla individuazione e alla decisione di scelte su temi rilevantissimi che li riguardano in prima persona: dal sistema sanitario ai servizi sociali, dall’ambiente alle opere pubbliche sul territorio.

Dopo avere usato gli enti locali (e i cittadini) come bancomat per tagliare la spesa pubblica -tagli che hanno avuto pesantissime ripercussioni sull’erogazione di servizi sociali e di pubblica utilità- con la riforma costituzionale proposta si trasformerebbe il sistema delle autonomie locali in semplici diramazioni periferiche di un’architettura costituzionale dove il governo centrale è il perno di tutto.

Attraverso l’invocazione dell’” interesse nazionale”, al sistema delle autonomie locali potrà essere sottratto il potere di decidere su materie che riguardano l’assetto del territorio, la definizione e l’individuazione di opere pubbliche, la salvaguardia del paesaggio. La possibilità per i cittadini di partecipare di incidere sulle scelte locali ne verrebbe fortemente ridimensionata. Un Senato non più eletto, non rappresenta né i cittadini, né i territori. E’ un Senato indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un regionalismo cooperativo, che non decide sulle leggi più rilevanti per il governo locale.

Questa riforma non dà, ma toglie democrazia ai cittadini; non migliora, ma peggiora l’autonomia e la capacità di intervento delle istituzioni locali; non aumenta, ma indebolisce il sistema di garanzie nel rispetto delle tutele dei diritti -sociali, di cittadinanza e di partecipazione politica- sanciti nella prima parte della Costituzione.

E’ per questo motivo che noi – che siamo a contatto diretto ogni giorno con i cittadini, di cui raccogliamo le sofferenze sociali, le richieste, le speranze di un paese migliore – IL PROSSIMO 4 DICEMBRE VOTEREMO NO.

Noi diciamo NO

Ancora cinquanta giorni di lotta per dire NO ai nemici della Costituzione più bella del mondo


Appello di Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky


Tra cinquanta giorni, il prossimo 4 dicembre, il Governo Renzi chiederà agli italiani: «volete contare di meno, volete meno democrazia, volete darci mano libera?».
Noi risponderemo di No. Perché non vogliamo contare di meno, non vogliamo meno democrazia, non vogliamo dare mano libera a questo, come a qualunque altro governo.
Una classe politica incapace e spesso corrotta prova a convincerci che la colpa è della Costituzione: ma non è così. A chi ci dice che per far funzionare l’Italia bisogna cambiare le regole, rispondiamo: noi, invece, vogliamo cambiare i giocatori.

Questa riforma non abbatte i costi della politica: fa risparmiare 50 milioni l’anno (non 500 come dice il Presidente del Consiglio, mentendo), che è quanto gettiamo ogni giorno in spesa militare. Come possiamo credere alla buona fede di un governo che sottrae somme enormi al bilancio pubblico permettendo alla Fiat (ma anche all’Eni, controllata dallo Stato) di pagare le tasse in altri paesi, e poi viene a chiederci di fare a brandelli le garanzie costituzionali per risparmiare un pugno di soldi?

Questa riforma non abolisce il Senato: che continuerà a fare le leggi seguendo numerosi e tortuosi percorsi. Quella che viene abolita è la sua elezione democratica diretta: il Senato farà la fine delle attuali provincie, che esistono ancora, spendono denaro pubblico, ma sono in mano ad un personale nominato dalla politica, e non eletto dal popolo.

Questa riforma consentirà a una maggioranza gonfiata in modo truffaldino dalla legge elettorale su cui il governo Renzi ha chiesto per ben tre volte la fiducia di scegliersi il Presidente della Repubblica e di condizionare la composizione della Corte Costituzionale e del CSM.

Questa riforma attua in modo servile le indicazioni esplicite della più importante banca d’affari americana, la JP Morgan, che in un documento del 2013 ha scritto che l’Italia avrebbe dovuto liberarsi di alcuni ‘problemi’ dovuti al fatto che la sua Costituzione è troppo «socialista». Quei ‘problemi’ sono – nelle parole di JP Morgan –: «governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo». Matteo Renzi dice che il suo modello politico è Tony Blair, il quale oggi percepisce due milioni e mezzo di sterline all’anno come consulente di JP Morgan. E la domanda è: a chi giova questa riforma costituzionale, ai cittadini italiani o agli speculatori internazionali?

Ma negli ultimi giorni anche osservatori legati alla finanza internazionale stanno iniziando a farsi qualche domanda. Il «Financial Times» ha definito la riforma Napolitano-Renzi-Boschi «un ponte che non porta da nessuna parte». La metafora è particolarmente felice, visto che la campagna referendaria di Renzi è partita con la resurrezione del Ponte sullo Stretto, di berlusconiana memoria.

E in effetti c’è un forte nesso tra la riforma e le Grandi Opere inutili e devastanti: il nuovo Titolo V della Carta è scritto per eliminare ogni competenza delle Regioni in fatto di porti, aeroporti, autostrade e infrastrutture per l’energia di interesse nazionale: e spetta ai governi stabilire quali lo siano.

Così il disegno si chiarisce perfettamente: lo scopo ultimo della riforma è umiliare e depotenziare la partecipazione democratica. Sarà il Presidente del Consiglio e il suo Governo, quali che essi siano oggi e domani, a decidere dove fare un inceneritore o un aeroporto: senza possibilità di appello. È la filosofia brutale dello Sblocca Italia: mani libere per il cemento e bavaglio alle comunità locali. Il motto dello Sblocca Italia è lo stesso della Legge Obiettivo di Berlusconi: «Padroni in casa propria». Un motto dalla genealogia dirigistica che ben riassumeva l’idea di poter disporre del territorio come padroni.

Ebbene, nel Mulino del Po di Riccardo Bacchelli un personaggio dice che la sua idea di buongoverno è che «tutti siano padroni in casa propria e uno solo comandi in piazza». Non è questa la nostra idea di democrazia: è a tutto questo che, il 4 dicembre, diremo NO.

Il 4 dicembre vota “NO”

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