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Consiglio comunale del 21/02/2017

Le comunicazioni del Sindaco hanno riguardato la consegna a tutti i Consiglieri comunali del documento programmatico annuale della Società Agugliano Servizi e una comunicazione della Corte dei Conti che ha preso atto dell’adozione dei provvedimenti per correggere la contabilizzazione di alcune spese del bilancio che chiude così una procedura per presunta elusione del patto di stabilità dell’anno 2013.

Sempre tra le comunicazioni è stata resa nota la costituzione del Gruppo consiliare “A Sinistra per Agugliano” cui hanno aderito i Consiglieri Minardi e Zacconi e il Vice Sindaco Bassani. Il Capogruppo Zacconi ha letto il seguente comunicato:

Prendo la parola per comunicarvi brevemente che in data 18 febbraio è stata presentata la comunicazione di costituzione di un nuovo Gruppo consiliare che ha assunto la denominazione di “A Sinistra per Agugliano, la formazione politica locale che abbiamo continuato a rappresentare in questi anni; comunico altresì che a questo Gruppo hanno aderito il sottoscritto, il Consigliere Minardi e il Vice Sindaco Bassani.

Vorremmo chiarire fin da subito un punto centrale: noi rappresentiamo una forza fortemente organica a questa Amministrazione e continueremo ad esserlo nel rispetto del programma elettorale che abbiamo condiviso e sottoscritto.

Fino a che ci si muoverà su questo solco la maggioranza sarà unita come sempre, anzi, riteniamo che questa nostra decisione possa essere uno stimolo a fare anche di più e meglio di quanto sia stato fatto finora.

Concludo quindi, confermando la nostra fiducia verso il Sindaco Braconi e il nostro appoggio all'operato degli Assessori.”

Sono poi state una serie di delibere propedeutiche all’approvazione del bilancio di previsione e precisamente:

  • Il piano delle alienazioni e valorizzazione immobiliari con cui è stato stabilito di alienare l’immobile degli ex ambulatori medici del Molino
  • Il piano finanziario del servizio di smaltimento rifiuti
  • Le tariffe per l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti (TARI)
  • L’applicazione del tributo TASI
  • La conferma delle aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF
  • Il piano delle consulenze e degli incarichi (consulenza legale e direttore periodico comunale)
  • L’aggiornamento del valore delle aree fabbricabili
  • La nota di aggiornamento al documento unico di programmazione (DUP)

Infine è stato approvato il bilancio di previsione 2017/2019.

Singolare è stata la votazione dei Gruppi consiliari di opposizione; infatti mentre coerentemente il rappresentante del Movimento 5 Stelle si è astenuto su tutti i punti, il Gruppo Agugliano ci Unisce ha invece votato a favore al Documento Unico di Programmazione (quello che in pratica ha sostituito la relazione previsionale e programmatica) ed ha votato contro al bilancio (cioè ai numeri che danno attuazione alla relazione).

Forse il Capogruppo di Agugliano ci Unisce invece di pensare ad uscire sui giornali per parlare di quello che fanno i Gruppi di maggioranza, sarebbe meglio si concentrasse su quello che fa il suo Gruppo.

Gli ultimi due punti hanno riguardato una piccola variante al P.R.G. relativa alla riperimetrazione dell’area di intervento del complesso agricolo D4 che ha visto l’individuazione di due comparti attuativi, votata all’unanimità, e la decadenza degli accordi pubblico-privati per la realizzazione delle opere di urbanizzazione Comuni nell’ambito IP5 che consentirà al Comune l’escussione delle polizze e la realizzazione di opere non più differibili. Questo punto ha visto la sola astensione del Gruppo Agugliano ci Unisce.

HA VINTO IL NO!

I cittadini di sono espressi. Il NO ha vinto senza se e senza ma.

La brutta riforma costituzionale è stata sonoramente bocciata.

Ad Agugliano ha votato il 74,68% degli aventi diritto e il NO ha vinto nettamente con il 55,82% delle preferenze anche grazie al nostro lavoro e a quello di tutte le forze che si sono opposte ad una riforma costituzionale profondamente sbagliata.

NOI VOTIAMO NO

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Siamo sindaci, amministratori e consiglieri di comuni, municipi, circoscrizioni, province e regioni. 

Il prossimo 4 dicembre voteremo NO al Referendum sul cambiamento della Costituzione.

Voteremo NO perché le modifiche previste riducono gli spazi della democrazia anche alle comunità locali e alle loro istituzioni e accentuano un centralismo dall’alto che impoverisce e mortifica il sistema delle autonomie: municipi, comuni, province, regioni.

I cittadini – e le loro istituzioni locali – vengono privati della possibilità di partecipare alla individuazione e alla decisione di scelte su temi rilevantissimi che li riguardano in prima persona: dal sistema sanitario ai servizi sociali, dall’ambiente alle opere pubbliche sul territorio.

Dopo avere usato gli enti locali (e i cittadini) come bancomat per tagliare la spesa pubblica -tagli che hanno avuto pesantissime ripercussioni sull’erogazione di servizi sociali e di pubblica utilità- con la riforma costituzionale proposta si trasformerebbe il sistema delle autonomie locali in semplici diramazioni periferiche di un’architettura costituzionale dove il governo centrale è il perno di tutto.

Attraverso l’invocazione dell’” interesse nazionale”, al sistema delle autonomie locali potrà essere sottratto il potere di decidere su materie che riguardano l’assetto del territorio, la definizione e l’individuazione di opere pubbliche, la salvaguardia del paesaggio. La possibilità per i cittadini di partecipare di incidere sulle scelte locali ne verrebbe fortemente ridimensionata. Un Senato non più eletto, non rappresenta né i cittadini, né i territori. E’ un Senato indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un regionalismo cooperativo, che non decide sulle leggi più rilevanti per il governo locale.

Questa riforma non dà, ma toglie democrazia ai cittadini; non migliora, ma peggiora l’autonomia e la capacità di intervento delle istituzioni locali; non aumenta, ma indebolisce il sistema di garanzie nel rispetto delle tutele dei diritti -sociali, di cittadinanza e di partecipazione politica- sanciti nella prima parte della Costituzione.

E’ per questo motivo che noi – che siamo a contatto diretto ogni giorno con i cittadini, di cui raccogliamo le sofferenze sociali, le richieste, le speranze di un paese migliore – IL PROSSIMO 4 DICEMBRE VOTEREMO NO.

Noi diciamo NO

Ancora cinquanta giorni di lotta per dire NO ai nemici della Costituzione più bella del mondo


Appello di Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Tomaso Montanari, Nadia Urbinati, Gustavo Zagrebelsky


Tra cinquanta giorni, il prossimo 4 dicembre, il Governo Renzi chiederà agli italiani: «volete contare di meno, volete meno democrazia, volete darci mano libera?».
Noi risponderemo di No. Perché non vogliamo contare di meno, non vogliamo meno democrazia, non vogliamo dare mano libera a questo, come a qualunque altro governo.
Una classe politica incapace e spesso corrotta prova a convincerci che la colpa è della Costituzione: ma non è così. A chi ci dice che per far funzionare l’Italia bisogna cambiare le regole, rispondiamo: noi, invece, vogliamo cambiare i giocatori.

Questa riforma non abbatte i costi della politica: fa risparmiare 50 milioni l’anno (non 500 come dice il Presidente del Consiglio, mentendo), che è quanto gettiamo ogni giorno in spesa militare. Come possiamo credere alla buona fede di un governo che sottrae somme enormi al bilancio pubblico permettendo alla Fiat (ma anche all’Eni, controllata dallo Stato) di pagare le tasse in altri paesi, e poi viene a chiederci di fare a brandelli le garanzie costituzionali per risparmiare un pugno di soldi?

Questa riforma non abolisce il Senato: che continuerà a fare le leggi seguendo numerosi e tortuosi percorsi. Quella che viene abolita è la sua elezione democratica diretta: il Senato farà la fine delle attuali provincie, che esistono ancora, spendono denaro pubblico, ma sono in mano ad un personale nominato dalla politica, e non eletto dal popolo.

Questa riforma consentirà a una maggioranza gonfiata in modo truffaldino dalla legge elettorale su cui il governo Renzi ha chiesto per ben tre volte la fiducia di scegliersi il Presidente della Repubblica e di condizionare la composizione della Corte Costituzionale e del CSM.

Questa riforma attua in modo servile le indicazioni esplicite della più importante banca d’affari americana, la JP Morgan, che in un documento del 2013 ha scritto che l’Italia avrebbe dovuto liberarsi di alcuni ‘problemi’ dovuti al fatto che la sua Costituzione è troppo «socialista». Quei ‘problemi’ sono – nelle parole di JP Morgan –: «governi deboli; stati centrali deboli rispetto alle regioni; tutela costituzionale dei diritti dei lavoratori; il diritto di protestare se cambiamenti sgraditi arrivano a turbare lo status quo». Matteo Renzi dice che il suo modello politico è Tony Blair, il quale oggi percepisce due milioni e mezzo di sterline all’anno come consulente di JP Morgan. E la domanda è: a chi giova questa riforma costituzionale, ai cittadini italiani o agli speculatori internazionali?

Ma negli ultimi giorni anche osservatori legati alla finanza internazionale stanno iniziando a farsi qualche domanda. Il «Financial Times» ha definito la riforma Napolitano-Renzi-Boschi «un ponte che non porta da nessuna parte». La metafora è particolarmente felice, visto che la campagna referendaria di Renzi è partita con la resurrezione del Ponte sullo Stretto, di berlusconiana memoria.

E in effetti c’è un forte nesso tra la riforma e le Grandi Opere inutili e devastanti: il nuovo Titolo V della Carta è scritto per eliminare ogni competenza delle Regioni in fatto di porti, aeroporti, autostrade e infrastrutture per l’energia di interesse nazionale: e spetta ai governi stabilire quali lo siano.

Così il disegno si chiarisce perfettamente: lo scopo ultimo della riforma è umiliare e depotenziare la partecipazione democratica. Sarà il Presidente del Consiglio e il suo Governo, quali che essi siano oggi e domani, a decidere dove fare un inceneritore o un aeroporto: senza possibilità di appello. È la filosofia brutale dello Sblocca Italia: mani libere per il cemento e bavaglio alle comunità locali. Il motto dello Sblocca Italia è lo stesso della Legge Obiettivo di Berlusconi: «Padroni in casa propria». Un motto dalla genealogia dirigistica che ben riassumeva l’idea di poter disporre del territorio come padroni.

Ebbene, nel Mulino del Po di Riccardo Bacchelli un personaggio dice che la sua idea di buongoverno è che «tutti siano padroni in casa propria e uno solo comandi in piazza». Non è questa la nostra idea di democrazia: è a tutto questo che, il 4 dicembre, diremo NO.

Il 4 dicembre vota “NO”

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Consiglio comunale del 29/04/2016

Il Consiglio è stato presieuduto dal Vice Sindaco Bassani in quanto il Sindaco era malato.

Non ci sono state comunicazioni del Sindaco e i verbali della seduta precedente sono stati approvati senza modifiche.

Il secondo punto ha riguardato l’approvazione del rendiconto consuntivo della gestione dell’anno 2015 che si è chiuso con un avanzo di amministrazione di € 493.763,39 di cui € 103.855,09 accantonato quale fondo per crediti di dubbia esigibilità al 31/12/2015, 123.466,26 vincolati per legge o altri vincoli, € 123.570, 19 destinata ad investimenti e € 142.871,25 disponibili.

Il terzo punto era relativo al rinvio all’anno 2017 dell’adozione del principio della contabilità economico-patrimoniale e del bilancio consolidato, operazione possibile per i comuni sotto i 5.000 abitanti e decisa per oggettive difficoltà dell’Ufficio Finanziario alla luce dei notevoli cambiamenti in corso.

L’ultimo punto è stata l’approvazione di una variazione al bilancio motivata sia da richieste degli uffici che dal recepimento di precisazioni della Corte dei Conti nell’esame del bilancio 2013.

Ora e sempre: RESISTENZA!

LUNGO I SENTIERI DEI NIDI DI RAGNO

NASCE LA STORIA DI QUESTO PAESE

NASCE DAL FUOCO DELLA RIVOLTA

DAL SOGNO DI CHI NON SI ARRESE…

VERITA’ PER GIULIO REGENI

ORGOGLIOSI DI QUESTE INIZIATIVE

Striscione Regeni 1

 

Chi sa che il 17 aprile ci sarà il referendum?

Grazie all’assoluto silenzio dei media, probabilmente pochi sanno che il 17 aprile si terrà il referendum contro le trivelle nei nostri mari.

Logo referendum

   

  IL 17 APRILE VOTA SI’ PER DIRE NO.

   PASSA PAROLA!

Consiglio comunale del 18/02/2016

I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati all’unanimità senza osservazioni.

Il secondo punto: Società Agugliano Servizi S.r.l. – Azione di responsabilità ex art. 2476 C.C. e trasmissione atti alla procura regionale della Corte dei Conti – ha monopolizzato gran parte della discussione.

In sostanza il Consiglio comunale ha deliberato di “autorizzare il Sindaco in qualità di legale rappresentante del Comune di Agugliano a promuovere l’azione di responsabilità ex art. 2476 del Codice Civile contro l’Amministratore unico e ricorrendone i presupposti anche contro il Revisore in carica sino al 30 giugno 2014, per i danni sofferti dalla società Agugliano Servizi s.r.l. danni che saranno oggetto di quantificazione nell’ambito del giudizio che verrà incardinato”.

Il Consiglio ha altresì deliberato di riservarsi “ogni più ampia azione legale per danni che dovessero derivare allo stesso Comune di Agugliano ….. in conseguenza diretta e/o indiretta nei confronti dei rappresentati dell’Amministrazione comunale in carica fino alle elezioni amministrative del 24 maggio 2014 per la mancata attivazione degli adempimenti relativi al controllo analogo della società”.

Infine, al Sindaco è stato dato mandato di “inoltrare quanto prima alla Procura della Corte dei Conti dettagliata relazione circa le azioni e/o omissioni dell’Amministratore unico e del Revisore in carica fino al 30/06/2014 nonché dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Agugliano in carica fino alle elezioni amministrative del 24/05/2014 al fine di consentire a tale Procura l’esercizio delle relative azioni”.

Incomprensibile l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle che nel primo intervento dichiarava di volersi astenere in quanto preoccupati per i costi che avrebbe dovuto sostenere il Comune per le spese legali (SIC ! alcune migliaia di euro contro i 2.000.000 di debiti delle Società…).

Alla fine, anche il Consigliere Foroni ha votato a favore anche perché gli è stata ricordata la sua precedente dichiarazione fatta nel Consiglio del 30/09/2014 con la quale chiedeva un atto di coraggio al Sindaco e alla Giunta e terminava con questa frase:

“Perciò nel caso verificheremo noi, voi, l’amministratore, l’altro gruppo, che la situazione sia questa, credo proprio che bisognerà procedere a denunciare chi ha fatto questo alla cittadinanza”.

Il terzo punto ha riguardato l’approvazione del documento unico di programmazione (D.U.P.), un nuovo strumento di programmazione che raccoglie tutti quelli singoli (relazione programmatica di mandato, relazione previsionale, piano delle opere pubbliche, programma delle assunzioni, piano delle alienazioni) ed è propedeutico al bilancio di previsione. Su questo punto tutti i Consiglieri di minoranza si sono astenuti.

Unanimità sul quarto punto riguardante l’acquisizione gratuita di una piccola area di via Lattanzi, e sul quinto punto relativo alla sdemaliazzazione di una piccola porzione di piazza Umberto I° interclusa in una proprietà privata.

Unanimità anche nella modifica all’art. 16 dello statuto comunale in cui è stata introdotto un comma che sancisce l’accesso all’acqua come diritto umano, universale e inalienabile, dichiara l’acqua come bene comune pubblico e introduce il concetto che la gestione del servizio idrico integrato deve essere sottratto ad ogni logica di profitto in osservanza del 2° quesito referendario.

Unanimità infine sulla modifica al regolamento della biblioteca comunale che regolamenta l’accesso ad internet da parte degli utenti.

Le spiegazioni fornite dal Vice Sindaco Bassani circa le modalità di rimozione dei rifiuti abbandonati hanno indotto il Consigliere Foroni a ritirare la relativa mozione di istituzione di un apposito capitolo di bilancio in quanto assolutamente inutile.

Il Consiglio si è chiuso con la comunicazione di due prelievi dal fondo di riserva disposti con precedenti delibere di Giunta.