Archivio di marzo 2013

BUFERA BIOGAS: SCATTA LA MAXI INCHIESTA


  • Ricordate il discorso delle centrali a biomasse esposto sia sul giornalino che nel sito?

    Ecco i recenti sviluppi. 


    Le prime avvisaglie arrivano attorno alle otto del mattino. A Camerata Picena i bambini stanno entrando a scuola, con i primi raggi del sole. Sulla strada si staglia una colonna di mezzi del Corpo forestale dello Stato che rompe il traffico cittadino per far visita alle due centrali a biogas della zona, due impianti in un fazzoletto di nemmeno un chilometro di terra, al confine con Agugliano. 
    Qualche ora dopo l’eco di quello, come di altre blitz, a Monsano, a Petriolo e in altre zone delle Marche, arriva a palazzo Raffaello come un terremoto. 
    Nel mirino della procura di Ancona finiscono 12 persone, per le autorizzazione agli impianti contestati dai comitati. Tra gli indagati il dirigente regionale Luciano Calvarese e due suoi collaboratori, oltre a professionisti e imprenditori. Al momento nel registro non compaiono politici. A quella che si prefigura come una maxindagine lavorano tre magistrati, Andrea Laurino, Paolo Gubinelli e Marco Pucilli, anche sulla scorta degli esposti presentati tra l’estate e l’autunno scorsi da alcuni comitati. “Ne sentirete parlare”, è stata la frase detta da uno degli investigatori qualche giorno prima degli avvisi di garanzia. Con la Forestale anche la guardia di finanza. L’ipotesi di reato è abuso d’ufficio oltre alla violazione di norme ambientali. 
    Quello su cui gli investigatori vogliono vederci chiaro è l’iter autorizzativo, che spesso si è tradotto in una via libera senza valutazione d’impatto ambientale, non necessaria sotto la soglia di potenza di un megawatt. “Sono sereno”, le parole dichiarate alla stampa dal dirigente finito nel mirino dei magistrati.
    Attorno al proliferare delle centrali biogas nella regione era nato lo scorso autunno un forte dibattito culminato con l’approvazione della legge regionale 30 dell’ottobre 2012 che ha stabilito aree non idonee, no a due impianti troppo vicini, e abbassato la soglia per le piccoli centrali da 1 mega a 250 kilowatt.


    Fonte :eTVmarche 

    Ed ancora :

    Quando martedì mattina, mancavano pochi minuti alle 8,00 un corteo di veicoli delle forze dell’ordine ha attraversato le vie di Camerata (passando davanti alla scuola dove decine di ragazzi e genitori attendeva l’inizio delle lezioni) diretto alle limitrofe centrali a biogas della famiglia Lazzarini, la sensazione dei tanti testimoni era che stava succedendo qualcosa di grosso.

    Sensazione confermata quando, per tutta la giornata abbiamo, da lontano, potuto osservare investigatori in tuta bianca effettuare sopralluoghi e prelievi negli impianti, nelle vasche piene di liquami e nei tanti, forse troppi, stoccaggi di materiale presenti nell’area. La certezza è venuta nel pomeriggio quando sono trapelate le prime notizie sui dodici indagati e degli altri numerosi bliz effettuati dagli investigatori in tutta la regione presso impianti analoghi ai nostri, enti pubblici come la Comunità Montana di Camerino e la Provincia di Pesaro e soprattutto presso i competenti uffici regionali. Un pool di magistrati sta indagando, ha sequestrato materiale e fatto indagini ambientali. Per quanto ci riguarda è certamente prematuro giungere a qualsivoglia conclusione. In questa fase delle indagini e per le scarse notizie in nostro possesso non possiamo che esprimere piena fiducia nell’azione della magistratura.

    Da parte del comitato, dei tanti cittadini che in questi mesi a Camerata e sui territori si sono mobilitati contro l’arroganza della politica regionale e dei sui funzionari sulla vicenda biogas, c’è la certezza di aver svolto con coerenza un ruolo concreto di vigilanza e motivata denuncia. Ripetiamo, ogni conclusione è oggi prematura, ma dai fatti e dai nomi ad oggi emersi, troviamo conferma delle motivate segnalazioni che in questi mesi avevamo formulato all’autorità giudiziaria e agli organi di controllo. Per quanto ci riguarda, in questi mesi, oltre alla denuncia abbiamo cercato di tenere aperto il dialogo con l’istituzione regionale evidenziando le tante incoerenze dei procedimenti autorizzatori e l’assenza di ogni confronto con la cittadinanza e le istituzioni locali, chiedendo inversioni di rotta. Inutile nascondere che fino ad oggi abbiamo incontrato solo arroganza e un muro di gomma. Pensiamo, anche alla luce degli ultimi eventi, necessaria anche da parte della regione una rapida inversione di tendenza.

    Da subito, oltre all’evidente necessità di rimuovere dagli attuali incarichi tutti gli indagati, chiediamo al Consiglio Regionale la nomina di un’apposita commissione d’inchiesta che affianchi il lavoro della magistratura e contribuisca a rapidamente a far luce su tutta la vicenda stracciando i tanti veli di motivato sospetto che costellano la complicata vicenda del biogas e in generale del businnes delle energie rinnovabili nelle Marche. Nei prossimi giorni si aprirà un altro fronte quello del TAR. Non è vero quanto afferma uno dei dirigenti regionali coinvolti. Nessun organo della giustizia amministrativa si è, ad oggi, espresso nel merito. La prima sentenza è prevista per il prossimo 21 marzo e riguarderà l’impianto di San Paterniano ad Osimo ,a seguire, sugli esposti presentati dai comitati e dagli enti locali, tutti gli altri. E’ evidente si tratta di questioni e passaggi diversi ma tutti dentro la stessa vicenda i cui tanti aspetti oscuri sono ormai evidenti a tutti. E’ per questo che aspettiamo fiduciosi, ma senza mollare la guardia, gli esiti delle indagini e le definitive sentenze della magistratura.

    Fonte : vivereancona.it 

    Qualcosa per il verso giusto finalmente si è mosso, aspettiamo sviluppi.