Programma elettorale 2009/2014

Il programma in dieci punti

 

1. Il Comune come luogo dell’interesse pubblico ovvero della politica redistributiva in favore dei ceti popolari

 

Gli ultimi rapporti dell’Ocse e dell’Istat dipingono l’Italia come un campione di disequità: all’aumento del reddito complessivo, aumenta in modo preoccupante il gap tra ricchi e poveri.

A questo va ad aggiungersi il problema del carovita, sempre più stringente anche nella nostra Provincia. Sempre più persone e famiglie vivono con difficoltà in virtù dei rincari massicci di beni, servizi, tasse e tariffe. Sempre più persone appartenenti alla cosiddetta “classe media” arrivano a stento alla fine del mese, mentre i soggetti indigenti scivolano verso una povertà allarmante.

Noi proponiamo un patto fra Amministrazione comunale e cittadini, basato su un prelievo tributario e tariffario equamente distribuito.

Partendo dall’assunto che non dovrà esserci nessun aumento delle tariffe dei servizi, si dovrà operare una decisa lotta all’evasione in materia di tributi comunali, tramite attente verifiche fiscali su chi accede ai servizi a domanda individuale, per recuperare risorse che possano garantire l’introduzione di criteri di progressività delle imposte attraverso la determinazione di aliquote diverse per scaglioni di reddito fino ad arrivare all’esenzione per le fasce di reddito a rischio di povertà.

 

2. La tutela dell’ambiente e il territorio

 

Con i cambiamenti climatici in corso sono chiamati a misurarsi anche gli Enti locali che dovranno farsi carico di investimenti per l’attivazione di nuovi servizi nel campo del risparmio energetico e in una corretta gestione del ciclo dei rifiuti che miri soprattutto alla riduzione della produzione dei rifiuti, ad una spinta raccolta differenziata, anche mediante il sistema del “porta a porta”, con una crescente percentuale di materia effettivamente recuperata che porti al superamento della politica degli inceneritori passando al trattamento a freddo e all’attivazione della filiera del riciclo e del riuso delle merci.

Si dovranno limitare al massimo le previsioni di nuove aree d’espansione residenziale onde evitare il più possibile il consumo del territorio.

Il Comune dovrà recuperare il proprio ruolo nel campo della politica per il diritto alla casa prevedendo e realizzando programmi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale. Allo stesso tempo dovrà incentivare l’uso di tecniche costruttive ecocompatibili capaci di migliorare la qualità dell’abitare oltre che ridurre i consumi energetici, idrici, etc.

 

3. La valorizzazione della cultura, quella vera

 

La cultura costituisce un fondamentale vettore di coesione sociale, un contributo allo sviluppo e al benessere della comunità in termini sociali e relazionali e pertanto rappresenta il vero strumento di cambiamento e di investimento sul futuro e il fondamentale strumento di integrazione sociale.

La cultura non solo è memoria ricca di passato, ma è anche creatività del presente proiettato nel futuro: è anche dibattito diffuso e partecipato attorno al percorso che la città si accinge a compiere.

Il miglior investimento che possa fare chi guida un Comune è nella cultura dei propri cittadini: quella che hanno espresso in passato, quella che esprimono oggi e quella che esprimeranno nel futuro.

La produzione di cultura, anche di quella popolare (dalla musica alla danza, dalla produzione letteraria dialettale a forme di espressione teatrale) oggi riscoperta, va sostenuta attraverso l’ampliamento o la creazione di luoghi e momenti di elaborazione culturale e di accesso alla cultura da parte di tutti.

 

4. L’istruzione e il diritto allo studio

 

Il sistema dell’istruzione è una risorsa fondamentale per la crescita della comunità locale. Le scuole andranno valorizzate come centri di promozione umana e culturale, di aggregazione sociale e di partecipazione democratica.

Il Comune, in previsione dell’aumento del numero di studenti nelle classi, previsto dalla legge 133/2008, la cosiddetta “Riforma Gelmini”, dovrà attivarsi elaborando piani per l’edilizia scolastica con l’obiettivo della sicurezza e dell’innovazione al fine di creare spazi moderni e adeguati (palestre, laboratori, mense), al passo coi tempi e funzionali ad una scuola in cui l’alunno sia parte attiva e protagonista.

Inoltre, dato che la Riforma Gelmini prevede la riduzione dell’orario scolastico alla primaria, la sostanziale scomparsa del tempo prolungato alle medie e il tentativo di limitare le classi a tempo pieno, mentre continua a crescere la richiesta di un tempo scuola più lungo, il Comune dovrà attivarsi per allungare il tempo scuola date le difficoltà che hanno i genitori che lavorano a gestire l’attività pomeridiana dei figli.

 

 

5. Il riconoscimento e il sostegno dello sport sociale

 

Lo sport sociale è un diritto di cittadinanza e come tale deve essere riconosciuto, inserendolo a pieno titolo nelle politiche del welfare e favorendone la massima diffusione tra tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione di natura socio-economica, culturale e di genere.

L’Ente locale deve sostenere i valori di uno sport pulito e per tutti, lontano dall’esasperazione agonistica, favorendo la crescita delle associazioni che si occupano della promozione e della diffusione di tali attività, soprattutto a livello giovanile.

A tal fine gli impianti sportivi saranno oggetto di particolare attenzione e sarà programmata una loro profonda manutenzione. La loro gestione continuerà ad essere affidata alle locali associazioni sportive.

 

6. Il consolidamento di spazi e iniziative di aggregazione sociale, anche giovanile

 

Il Comune va considerato non solo come un’unità amministrativa, ma anche come comunità di individui.

Pertanto, il Comune, a fronte di rapporti sociali sempre più instabili e legami a maglie sempre più larghe, deve riscoprire la funzione del “fare comunità”, costituendo ed incentivando spazi e forme di socializzazione e aggregazione.

 

7. L’inclusione sociale per i cittadini migranti

 

Anche nel nostro Comune sono presenti cittadini migranti che partecipano alle situazioni di disagio economico e sociale che colpiscono oggi più pesantemente le masse popolari in genere.

Noi crediamo che l’Ente locale possa fare molto nel definire percorsi di inclusione in un’ottica che vede i migranti non come problema, ma come portatori di cultura e diritti che devono essere riconosciuti per tutti, italiani e stranieri. Partendo dall’assunto che la sicurezza passa anche attraverso l’integrazione, si dovrà favorire la partecipazione degli stranieri alla vita del paese, mediante l’istituzione di consulte e rivitalizzando il ruolo del Consigliere comunale aggiunto.

 

8. La cultura della pace e la cooperazione internazionale

 

Tanto più in questi momenti di crisi internazionale, la dimensione assunta dai problemi della pace e della guerra investe direttamente le comunità locali e la vita delle persone. Del resto, nell’era della globalizzazione nessuno di fatto è estraneo rispetto a quanto avviene in qualsiasi altra parte del mondo.

Pertanto, riteniamo indispensabile che il Comune si impegni attivamente nella promozione di una cultura della pace, aderendo agli organismi che da anni lavorano per contrastare le guerre, quali Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e il Coordinamento Provinciale

 

9. Gli strumenti della partecipazione

 

Ma il buon governo non basta. Occorre costruire gli strumenti della partecipazione, del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte, del controllo dal basso.

Una proposta è quella della creazione di “Uffici della partecipazione” affinché siano realizzati strumenti reali di ascolto dei singoli cittadini e delle associazioni culturali, sportive e sociali che operano nel territorio comunale e con loro si costruiscano le modalità di verifica dei risultati raggiunti.

Un altro strumento sarà quello del bilancio sociale, una modalità di definizione del bilancio comunale che parta dai bisogni dei cittadini che contribuiranno a definire le priorità nell’uso delle risorse disponibili tramite un rapporto periodico in forme stabili di comunicazione.

Inoltre, va contrastato l’orientamento a rendere di fatto il Consiglio comunale uno strumento inutile, con pochi poteri di indirizzo programmatico e di controllo, spesso privato anche delle competenze effettive in materia di bilancio e di urbanistica.

E’ in questo senso che noi prevediamo la chiusura della Società “Agugliano Servizi S.r.l.” che rappresenta un vulnus democratico pesantissimo, in quanto il Consiglio comunale è del tutto escluso dal rapporto con la società che gestisce una grande parte dei servizi comunali.

 

10. La questione morale

 

Va riproposto con forza il problema della certezza che sul piano penale e morale in senso lato non vi siano dubbi, neanche come ombre, sulle figure chiamate a rappresentare i cittadini e che la pratica quotidiana del lavoro di amministratore rispetti questi principi di base.

Non basta chiedere amministratori con “le mani pulite”: si tratta di mettere in campo regole trasparenti di gestione che rendono impossibile, o quanto meno difficile, per gli amministratori praticare comportamenti moralmente riprovevoli.

Noi proponiamo criteri fissi, certi e noti per le nomine, limitazione al massimo della trattativa privata sia per gli affidamenti dei lavori che dei servizi, limitazione delle consulenze e degli incarichi ai progettisti esterni che, comunque, dovranno avvenire tramite bandi di evidenza pubblica.

Una ragionevole certezza dell’esclusione di ogni interesse privato è quella, di berlingueriana memoria, del distacco della gestione dei casi concreti: al potere politico l’indirizzo mediante criteri generali, astratti e, soprattutto, uguali per tutti, ai funzionari l’applicazione di tale indirizzo.

 

Il 6 e 7 Giugno vota a Testa Alta, Vota A Sinistra Per Agugliano

 

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Dai la Preferenza:

 

Franca Bassani           Candidato Sindaco

 

Federica Alessandrini

Carlo Berti

Stefano Boni

Michele Bufarini

Danilo Bussolotti

Alessandro Carestia

Marco Cionna

Michele Giacconi

Brunno Mammoli

Matteo Minardi

Lorenzo Montironi

Antonella Mosca

Claudio Rossetti

Giacomo Tomassetti

Giacomo Zacconi

Fabrizia Zanoni

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