Testamento biologico
23 Novembre 2009
Ultimo aggiornamento 23 Novembre 2009
La medicina tecnologica moderna è in grado di spostare il termine della vita al di là della morte naturale, introducendo una vita artificiale che permette agli organi del corpo umano di rimanere vitali, anche senza attività cerebrale, senza coscienza, senza pensiero, senza vista, udito, parola.
Questa condizione di vita, o meglio di non vita, è disumana.
Per un Paese civile il rispetto e la tutela della volontà di non essere mantenuto in coma vegetativo permanente per anni o decenni dovrebbe essere semplicemente un atto dovuto.
Il Governo italiano, preoccupato di perdere il sostegno elettorale della Comunità Episcopale, si ostina a negare quello che tutti gli Stati del civile occidente riconoscono: il diritto di ogni cittadino di decidere in vita i trattamenti che voglia accettare su di se in condizione di morte cerebrale.
In assenza di una esplicita dichiarazione anticipata di volontà il caso di Eluana Englaro ha dilaniato l'opinione pubblica scatenando crociate contrapposte, in uno sterile muro-contro-muro che calpesta i diritti e le aspettative dei malati e delle loro famiglie e non aiuta la crescita civile del paese.
Affinché anche in Italia si possa esercitare il diritto elementare della libertà di scelta riteniamo utile e necessario approvare l’istituzione di un registro che stabilisca in modo chiaro le modalità di redazione e di registrazione del testamento biologico e di nomina del fiduciario, così che ciascun cittadino possa dichiarare, ora per allora, la propria volontà circa le terapie da accettare o rifiutare in situazioni come quella descritta, vincolando i medici ad attenersi alla volontà così espressa.
In questo senso abbiamo presentato una proposta di delibera che sarà discussa al prossimo Consiglio comunale del 26 novembre alle ore 21,00.
Il Consiglio comunale è aperto al pubblico.


